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La storia da un altro punto di vista

Il furioso Brenno

Prego i lettori di cliccare play e di leggere con il sottofondo musicale per una più suggestiva lettura...

Discendevamo lungo i piedi degli Apennini da quasi un anno ormai....
Il vento sferzava sulle cime frastagliate delle montagne ma il nostro generale Brenno sembrava ignorasse le intemperie...Le razioni di cibo bastavano a malappena e noi ci davamo al saccheggio delle città che incontravamo sul nostro cammino...A volte mi sembrava una situazione irreale...tanto sangue versato su vittime innocenti...eppure bisognava mangiare...
La furiosa e sregolata cavalcata del nostro Brenno proseguiva e ci guidava sempre più vicini al nemico,Roma.
Giorni prima il Druido superiore aveva letto ed interpretato le interiora di un sacrificio animale... Brenno ha pianificato per sei lunghi anni il suo traggitto ed aveva riunito tanti guerrieri dalle nostre tribù Celtiche.
Eravamo conosciuti come indomite bestie da tutte le genti ed il nostro era un popolo con enormi cotraddizioni,così violento e così sensibile allo stesso tempo...
L'invasione gallica in un dipinto di Evariste-Vital Luminais.

Quella notte di Luglio antecedente alla battaglia del fiume Allia sembrava non passasse più.C’era chi,davanti al fuoco parlava di tattica militare,chi aveva paura di morire e chi beveva allegramente...
Io ero uno spettatore di fronte a questa grottesca situazione...La notte non finiva ma caddi anch’io tra le braccia di Morfeo...
Fummo svegliati dalle prime luci dell’alba in una spettacolare giornata,così bella per combattere,così bella per morire.
Ci mettemmo in marcia nuovamente...
Varcata l’Etruria giorni prima,Il nostro condottiero fù irruento,violento e tenace nel suo intento tanto che i poveri abitanti di Chiusi,trovandosi spiazzati dinnanzi alla nostra bestialità chiesero l’aiuto dei Romani.
Tre  emissari della Gens Fabia ordinarono a Brenno di cessare immediatamente le ostilità...Essi non rimasero neutrali in effetti ed il nostro Generale sdegnato dai  Romani stessi decise così di marciare su Roma alla testa del nostro esercito di Galli Senoni.
Arrivati a 18 chilometri dalla capitale ci trovammo la strada sbarrata dai legionari.
Il fiume Allia scorreva limpido...
Non avevamo bisogno dei tamburi prima della battaglia.
I nostri suonavano lunghi corni e Brenno incoraggiava le truppe.
Fù subito violenza inaudita,divenni sordo per il restante tempo della battaglia,sentivo solo le spade e le grida sofferenti dei compagni e dei nemici,ma la vittoria arrivò presto e sbaragliammo senza compromessi le Legioni romane,i superstiti fuggivano in preda al panico più totale verso la loro città...
Il fiume Allia scorreva rosso...
Brenno e le sue grida ci guidarono nuovamente alle porte dell’Urbe...
Fù semplice valicare quelle potenti mura e subito il saccheggio,ma lui,il nostro Generale teneva lo sguardo sul senato,culla del potere Romano..
La nostra irruzione fù ancora una volta audace,i vecchi senatori stavano comodi sugli scranni e ben presto le loro toghe bianche si macchiarono di violenza...
Il massacro iniziava ad abbellire la faccia di Brenno di un pallido sorriso soddisfatto,ma il nostro compito non era finito.
Rincorremmo gli ultimi rimasti fin sul campidoglio,ultima roccaforte dei Latini,bruciammo i catasti e gli annali di questa città infame cosicchè nulla si ricordasse di loro prima del nostro passaggio.
Fin sul Campidoglio quelle oche maledette ci tradirono,le Oche del loro tempio iniziarono a dimenarsi nella notte al nostro tentativo di passare oltre l’ultima fortificazione...Brenno voleva i Romani sulla sua spada,ma tutto saltò sfortunatamente...
Quei giorni iniziammo ad essere decimati da una misteriosa epidemia e Brenno iniziava a perdere la sua tenacia.
Il conquistatore di Veio ci stava raggiungendo da Ardea,il valoroso Marco Furio Camillo.
Il tempo iniziò a volgere contro di noi,cosicchè si arrivo ad un accordo,il pagamento di mille libbre d’oro per levare l’assedio dalla citta.
Dipinto di Paul Jamin, che ritrae Brenno, capo deiGalli, e parte del bottino ottenuto dai Romani dopo il sacco di Roma.

Pensavo di riabbracciare la mia famiglia una volta tornato in Gallia,speravo di farlo,con una cospicua ricompensa ma si levarono le grida del generale romano.
Fummo colti dal panico,fuggimmo finchè potevamo e tornammo a mani vuote sulle nostre pianure.
La provvidenziale venuta di Furio camillo ed i suoi Ardeati fù per Roma una Mano dagli dei...
Ma ci rifaremo presto...
Brenno, capo dei Galli, e Marco Furio Camillo, dopo il sacco di Roma.
Fonti delle immagini:Wikipedia